Me la sono andata a cercare
Per vent’anni sono stata accusata di «essermela andata a cercare». Ripercorrendo molti dei viaggi che ho fatto in paesi sconvolti dalle guerre (Somalia, Algeria, Eritrea, Afghanistan, Iraq) sono arrivata alla conclusione che sì «me la sono andata a cercare», ma questo è l’unico modo di fare il mestiere di giornalista così come io ritengo debba essere fatto: andando a cercare le notizie sul campo per poi verificarle, anche quando si rischia di essere sopraffatti dalla propaganda di guerra sia da una parte che dall’altra. Attraverso trent’anni di viaggi ho raccontato anche come è cambiato il modo di fare informazione. Purtroppo, però, secondo molti colleghi, il giornalismo di guerra è ancora un mestiere per maschi: «Se una giornalista torna in una bara da un paese in guerra, sicuramente sarà stata uccisa perché aveva fatto uno scoop, se invece torna viva allora se l’era andata a cercare».